Evviva la scalabilità
26 October 2006
Ciao a tutti
Continuano i post a sfondo “boiate di vario genere che accadono a lavoro”…eccovi l’ultima novità…
Doverosa premessa…il termine “Scalabile”, senza scendere in inutili dettagli, indica un sistema che in base alle esigenze può crescere oppure ridursi.
In programmazione tale termine dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) implicare che il codice su cui si lavora sia stato mantenuto sufficientemente “modulare” da permettere interventi evolutivi o downgrade a precedenti versioni del software senza doversi necessariamente riscrivere la procedura
Proprio in questi ultimi due mesi sto lavorando ad un intervento evolutivo su un’applicazione documentale che prevede l’implementazione di nuove funzionalità ed alcune migliorie su quelle già esistenti.
Tra gli interventi era prevista l’aggiunta di alcuni campi nella base dati e nelle stampe di output di alcune funzioni…e qui mi sono veramente piegato in due dal ridere.
Dopo un giro approfondito del codice realizzo che il genio che ha realizzato il software ha avuto l’idea (ottima direi) di parametrizzare su file .ini il tracciato record delle stampe in modo che la procedura potesse crearsi dinamicamente i tabulati.
Ho quindi pensato “Ah..quindi per aggiungere i campi alla stampa che mi interessa dovrei solo modificare l’ini”
Continuando con la revisione del codice noto una cosa alquanto “bizzarra”…i nomi dei campi dell’ini erano pure cablati nel codice!!!!
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La domanda sorge spontanea..”Se li hai già messi nel codice perchè inserirli pure nell’ini???” o viceversa “Se già stanno nell’ini perchè non fare in modo che le etichette dei campi vengano lette da lì???”.
Fatto sta che oltre ad aggiornare il file ini ho dovuto pure cambiare tutti gli algoritmi ricorsivi che generano le stampe…
Al temine del lavoro mi è tornata in mente una frase che sento spesso tra gli addetti ai lavori
“Mi raccomando…l’architettura deve essere scalabile”
Se lo dite voi….:P
:P
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