Binaural beat

3 July 2008

Ancora sul fenomeno i-doser, leggendo alcuni articoli e spiegazioni sul sito ufficiale mi sento di fornire ancora alcuni spunti che non mi convincono affatto.

Già, perchè i signori che producono questa “musica” sostengono che l’effetto si basi sull’interferenza fra segnali a frequenza vicina, che si elidono e danno origine a suoni a bassa frequenza. Paolo Attivissimo parafrasa il contenuto del sito:

due suoni, a frequenze udibili e riproducibili dalle cuffie normali, e leggermente differenti l’uno dall’altro come frequenza: per esempio, uno è a 300 Hz e l’altro è a 307. Ascoltati in cuffia, in modo che uno solo dei due suoni raggiunga ciascun orecchio, producono un terzo suono per battimento.

All’inizio di una traccia i-doser si sente una specie di fruscio. La musica di sottofondo, a loro detta, è un semplice “addobbo”, è sotto a questa musica che si nasconde lo sballo. Quindi, dallo spettro in frequenza del rumore dovrebbero ben uscire queste frequenze:

 

 E invece, sorpresa! Rumore casuale con contenuto in frequenza decisamente uniforme, fatto salvo un picco (dove si trova la linea verticale) a 153 Hz. Potete trarre voi le conseguenze del caso.

Vittorio C.Vittorio C. Partorito da Vittorio C. alle 17:16

2 commenti a “Binaural beat”

  1. FulviaLeopardi dice:

    vabbé, ma chi è che non aveva capito che era una bufala la storia dell’idoser?
    giornalisti esclusi, of course

  2. FulviaLeopardi dice:

    la bufala idoser ha raggiunto pure il corriere magazine

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